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Impariamo la lezione

In questi giorni di quarantena, di economia ferma, di incertezza, abbiamo obbligatoriamente più tempo per ascoltare, osservare, annusare…e riflettere.
Potremmo leggere che i pesci sono tornati ad abitare l’acqua trasparente dei  canali di Venezia.
Potremmo ammirare, in foto se non dal vivo, la bellezza delle fontane romane adornate, oltre che dalle solite statue antiche, anche da anatre e germani che fanno il bagno.
Potremmo percepire, aprendo le finestre di casa o uscendo a piedi per le più strette necessità, che l’aria sembra più pulita, profumata.

Capirne le ragioni non è difficile.
Le due principali componenti dell’inquinamento dell’aria nelle città sono le caldaie (soprattutto le più vecchie a gasolio, fortunatamente sempre meno) e i motori a scoppio delle auto.
Se in questi giorni di marzo le caldaie sono ancora accese, come mai percepiamo l’aria più pulita?
Tutto dipende dall’altezza alla quale ci troviamo noi e conseguentemente i nostri nasi.
Noi cittadini difficilmente percepiamo in maniera diretta i fumi delle caldaie perchè, quando escono dai comignoli dei tetti, tendono a salire verso l’alto piuttosto che scendere verso il basso.
Il fattore che maggiormente ci fa percepire l’aria puzzolente è lo smog che esce dai tubi di scappamento delle auto diesel e benzina che, salendo dalle strade, viene respirato direttamente da chi cammina lungo i marciapiedi o apre le finestre di casa.
Molti abitanti delle città non si accorgevano di quanto l’aria che respiravano fosse inquinata perchè, essendone immersi tutti i giorni, assorti in mille altri pensieri, ne erano assuefatti.
Ma ora, nostro malgrado, abbiamo più tempo e quando apriamo le finestre e respiriamo con attenzione sentiamo che la qualità dell’aria sembra migliorata. Non per via delle vecchie caldaie a gasolio, che purtroppo sopra di noi continuano ad inquinare, ma a causa della notevole riduzione delle auto diesel/benzina che girano sotto di noi.
A conferma di questa riflessione empirica è arrivato lo studio scientifico pubblicato sull’autorevole rivista Nature, che evidenzia come durante il lockdown la qualità dell’aria nei centri abitati sia notevolmente migliorata. A questo link l’articolo originale.

Questo dovrebbe farci riflettere, soprattutto adesso che ne abbiamo il tempo.
Perchè un giorno, ci auguriamo il prima possibile, questa quarantena finalmente terminerà e potremo tornare alle nostre vite, ai nostri impegni.
Ma, memori di come si respira quando sotto casa girano meno auto diesel/benzina, domandarci in che modo potremmo tornare a vivere più “leggeri”.
Non pensiamo solo a cosa dovrebbero fare gli altri, la società, lo stato. Su di loro, purtroppo o per fortuna, non abbiamo controllo diretto.
Pensiamo ora a cosa possiamo fare noi stessi. E, appena ne avremo finalmente l’occasione, facciamolo.
Scegliere un veicolo meno inquinante potrebbe essere il primo passo. E magari acquistarlo con uno dei nostri gruppi d’acquisto.

Quando ripartiremo, facciamo in modo che almeno questo momento così faticoso non sia stato inutile e privo di insegnamenti.

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3 Commenti
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Luca Dalvai

Certo, pienamente d’accordo, solo che le auto ibride/elettriche dovrebbero essere alla portata di tutti per vederne fin da subito gli effetti sull’ambiente. Purtroppo non tutti possono permettersele ancora !!

Rispondi
18 aprile 2020 - 20:42
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Piero

sono d’accordo anch’io ma mi viene spontanea una domanda, e di questi tempi più che mai, ma quanti si possono/potranno permettere l’acquisto di un RAV 4 Ibrido?

Rispondi
31 marzo 2020 - 17:27
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Piero

Sono daccordo.
Sono già possessore di una rav 4 ibrida, rimango schifato quando vedo circolare automezzi vecchi fortemente inquinanti. Soprattutto mi meraviglia e mi indigna il menefreghismo dei proprietari, incuranti dei danni che provocano all’ambiente e di conseguenza alla salute di tutti.

Rispondi
29 marzo 2020 - 13:19
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