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Intervista a Luca Dal Sillaro e Gianalfredo Furini fondatori del GAI e di Ecoverso

Come ormai saprete, Il GAI – Gruppo Acquisto Ibrido è diventato Ecoverso, un nuovo nome per puntare ancora di più all’obiettivo primario del Gruppo: una mobilità più sostenibile. Nel post precedente abbiamo raccontato la storia, dai primi gruppi d’acquisto sino agli eventi creati dal Gruppo. Oggi nell’intervista con Luca e Alfredo, i fondatori, parleremo dell’esperienza del GAI e progetti futuri di Ecoverso con qualche anticipazione interessante.

Da GAI – Gruppo Acquisto Ibrido a Ecoverso, cosa vi ha motivato al cambio di nome?

Luca: “Nonostante siamo affezionatissimi al nome GAI – Gruppo Acquisto Ibrido perché è il nome con cui è nato tutto, ci siamo accorti strada facendo che, fortunatamente, si stanno diffondendo anche altre tipologie di veicoli a basso impatto ambientale. Le auto elettriche in primis. Per questo motivo iniziava a starci stretto avere l’aggettivo “ibrido” all’interno del nome.  Abbiamo quindi deciso di cercare nuove soluzioni.

Alfredo: “Come ha detto benissimo Luca, quando abbiamo cominciato il mercato delle auto sostenibili era fortemente caratterizzato sulle ibride. Le elettriche o le altre forme di mobilità sostenibile erano ancora molto allo stato embrionale. Quindi qualche anno fa Gruppo Acquisto Ibrido andava benissimo, ora lo stesso nome comincia ad essere un po’ piccolo: il piede si è allungato e la scarpa è rimasta piccola. Anche le ibride plug-in, se vogliamo, stavano un po’ strette dentro al precedente nome. Ecoverso vuole essere un contenitore più aperto, oltre che verso le ibride e le elettriche, anche per quello che verrà nel futuro.

Qual è il ricordo più bello che vi portate dietro dal percorso iniziato con il GAI?

Luca: “Il ricordo più bello che mi porto via, non sono le auto acquistate, non sono gli eventi che abbiamo organizzato, non sono le partnership che abbiamo stretto. Le esperienze più belle sono sicuramente legate alle persone che abbiamo incontrato, quelle con cui abbiamo creato un legame. Un legame che inizialmente era professionale e che si è trasformato in un legame d’amicizia. In particolare penso a tutte le persone che fanno parte del nostro staff alle nostre gare, tutte le persone che sono istruttori e docenti dei nostri corsi, che non sono solo colleghi, ma anche amici con cui condividiamo una missione, uno scopo, che è quello di promuovere la mobilità sostenibile. Reputo che un’amicizia che condivide dei valori sia un’amicizia importante e aggiungo che delle amicizie così, senza l’esperienza del GAI, probabilmente non saremmo riusciti a crearle.

Alfredo: “Abbiamo avuto diverse soddisfazioni su tutto, sia riguardo il lavoro che abbiamo svolto, che riguardo il seguito delle persone che abbiamo avuto sin dall’inizio. Ma la cosa che mi porto dietro e mi tengo ancora per il futuro è la collaborazione con Luca, senza nessun dubbio. Mi ricordo quando ci siamo conosciuti, Luca stava creando un sondaggio per la creazione di un Gruppo d’acquisto per la Yaris ibrida. E lì mi si è accesa subito la lampadina e mi sono subito accodato, mi sono sentito subito “parte in causa”. Io e lui siamo complementari, siamo diversi. Ciascuno di noi ha delle inclinazioni e delle competenze  diverse ma finalizzate allo stesso risultato. Questa è una cosa rara. Nelle mie passate esperienze lavorative è sempre stato difficile trovare una collaborazione così precisa con una persona. Sono sicuro infatti che avrebbe potuto funzionare anche in altri ambiti, aldilà del Gruppo. Probabilmente anche se avessimo creato una fattoria a km zero avrebbe funzionato allo stesso modo. E’ una collaborazione “policroma”. Naturalmente poi sulla stessa scia, ritengo importanti anche le altre persone che abbiamo incontrato durante il cammino. Ma è stata una conseguenza, abbiamo incontrato buone persone perché abbiamo sempre avuto ad uno spirito collaborativo, ed è un tratto comune che condividiamo con loro.

Oggi Ecoverso conta migliaia di associati e numerose partnership, con diverse concessionarie e altre associazioni importanti come Legambiente. Visto che avete incontrato e parlato con così tante persone, qual è la domanda più strana che vi è stata fatta rispetto al Gruppo?

Luca: “Lascio la parola ad Alf, perché ce ne dicono di ogni e lui se ne ricorda sicuramente più di me!

Alfredo: “Beh, se hai una mezza giornata te le posso dire tutte…Da “Come si ricarica la Yaris ibrida?” a “Dov’è la spina?(di ricarica su una Yaris ibrida ndr)…Ma a prescindere dalle domande specifiche, tutte riconducono al fatto che c’è poca informazione sui mezzi a basso impatto ambientale. Molte persone semplicemente “non sanno”. Se chiedi a qualcuno dei particolari specifici sui SUV da oltre 100 mila euro guidato dai calciatori, che bruciano i semafori rossi, sanno tutto. Mentre il vero funzionamento e la vera efficacia di un’auto a basso impatto ambientale la conoscono in pochi. E da lì nascono degli strafalcioni, un po’ come a scuola quando l’insegnante ancora non ti ha spiegato un argomento e tu ti fai un’idea tutta tua che non corrisponde invece a realtà.
All’inizio poi molte incomprensioni erano dovute all’acronimo GAI. Ad esempio, una delle prime manifestazioni che organizzammo fu chiamata “GAI Pride”, proprio per giocare con il nostro nome. Trovammo un posto bellissimo, tutto filò liscio, sino a quando i proprietari della tenuta ci chiamarono dicendoci: “Sentite ci siamo stufati di ricevere telefonate da persone della Comunità LGBT che ci dicono “Potevate dircelo prima che facevate il GAY Pride qui da voi, ci saremmo potuti organizzare meglio!””. Il resto, come dicevo prima, sono una collezione di strafalcioni legati alle intuizioni e convinzioni errate di alcune persone.”

Come immaginate il futuro di Ecoverso? Potete svelarci qualche nuovo progetto in anteprima?

Alfredo: “Il futuro lo vedo roseo, ci siamo impegnati talmente tanto che sono sicuro che i frutti arriveranno. Il COVID19 e tutte le problematiche legate ci hanno insegnato che in un momento tutto può crollare e per questo dobbiamo sempre tenere fisso e alto l’impegno.
In futuro vedo Ecoverso affermarsi come gruppo “opinion leader” nel campo della mobilità sostenibile. L’obiettivo è trasmettere ad un numero sempre più alto di persone quanto poco inquinino i veicoli a basso impatto ambientale, quelli odierni e quelli del futuro. Ma senza partire da una posizione di superiorità. Vogliamo essere come l’amico sotto casa che ti fa capire tutte quelle cose che magari le case automobilistiche ed i giornali non spiegano o non fanno trasparire tramite la loro comunicazione. Continueremo quindi ad organizzare eventi, corsi e soprattutto ci impegneremo per essere non solo “opinion leader” ma anche leader nel risparmio, per fare avvicinare sempre più persone e rendere la mobilità più sostenibile anche a livello economico.
Per quanto riguarda invece un’anteprima posso citarne una sulla quale stiamo lavorando. Nel nuovo sito vogliamo implementare un configuratore, o meglio un “suggeritore”, in grado di indicare l’auto a basso impatto ambientale più adatta a ciascun utente, sulla base di diversi parametri. Vogliamo supportare tutte quelle persone che si affacciano ad un mondo che è ancora semi-sconosciuto a trovare la migliore soluzione disponibile sul mercato.

Luca: “Possiamo svelare anche un’altra anteprima relativa al nuovo sito di Ecoverso. Ogni persona che lo desidera potrà creare un’account, quindi avere un’area personale all’interno del sito. Esattamente come se fosse un sito di e-commerce, come Amazon o Ebay. All’interno della propria area sarà possibile sia consultare lo storico di tutte le attività svolte insieme ad Ecoverso (tutti i corsi a cui ha partecipato, i gruppi d’acquisto, le gare eccetera), sia partecipare a nuove attività utilizzando lo stesso profilo. Sarà quindi possibile iscriversi ad una qualsiasi iniziativa con un semplice click e poi seguirne tutti i passaggi comodamente sul proprio profilo. Senza decine e decine di ulteriori comunicazioni via mail.

Se vuoi saperne di più sui Gruppi d’Acquisto Ecoverso visita la pagina dedicata del nostro sito.

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2 Commenti
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Domenico Piazza

Salve, vi seguo da anni anche se non ho acquistato auto con voi.
Mi spiace la scelta .org (intendo ecoverso.org) in quanto org è riservato a iniziative non profit. Spero di sbagliarmi.
Cordialmente,
Domenico

Rispondi
7 dicembre 2020 - 19:45
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gatsby

Ciao Domenico.
Abbiamo riflettuto a lungo sulla scelta del nuovo dominio per il portale Ecoverso.
Io sono stato il principale sostenitore del .org, perchè con Alfredo ho fondato il GAI (poi divenuto Ecoverso) non con fini commerciali, ma per promuovere davvero una mobilità più sostenibile.
Dato che questa “missione” è diventata anche un lavoro, vogliamo trarne dei ricavi. Ma come fanno molte associazioni benefiche, gli aspetti commerciali sono gestiti da un’altra entità, un’azienda vera e propria.
Ecoverso è e rimane l’associazione di cui tutti noi facciamo parte e che si occupa esclusivamente di portare avanti le attività che spieghiamo sul sito.
Gli esperti ci hanno anche detto che l’originale suddivisione tra i domini .com / .net. / .org oggi non è più così rigida.

Rispondi
8 dicembre 2020 - 12:08
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