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Scuola Guida Elettrica

Ricordate le prime “guide” con l’autoscuola? L’istruttore di guida, l’auto con i doppi comandi.

E se magari eravate poco pratici con l’uso della frizione: le decine di volte in cui l’auto vi si è spenta…

Ora immaginatevi le stesse esperienze…

…ma con un’auto elettrica.

Fantasia? Utopia? Futuro prossimo?

No, realtà e presente. Ne abbiamo parlato con Fulvio Figliomeni dell’Autoscuola Motta di Varese, che ha deciso di arricchire la propria flotta con un’auto elettrica, la Renault Zoe.

  • Quali sono i motivi dietro la scelta di un’auto elettrica per i vostri corsi di guida?

Ci sono due motivi che, in particolare, ci hanno spinto alla scelta dell’auto elettrica.

Il primo è relativo all’impatto ambientale.

La mobilita personale, è risaputo, è legata a doppio filo ad emissioni nocive che danneggiano il pianeta. Nel nostro lavoro, il fattore inquinamento è parte integrante dell’attività e con esso è bene imparare a misurarsi. Viviamo tutti su un unico pianeta e, per quanto nelle nostre possibilità, dobbiamo cercare di lasciare un mondo equilibrato ai nostri figli. Noi abbiamo da tempo deciso di abbandonare i carburanti tradizionali. Ormai dal 2012 utilizziamo veicoli alimentati a GPL o metano ed ad oggi possiamo affermare con un pizzico di orgoglio che tutto il nostro parco veicolare è ecologico.

Il secondo è relativo all’evoluzione dei veicoli.

L’utilizzo del cambio automatico si sta diffondendo a macchia d’olio, anche nelle professioni più tradizionaliste. Ormai moltissimi veicoli, anche pesanti, vengono prodotti con trasmissione automatica. Noi è dal 2011 che proponiamo la didattica su auto automatica, oltre che quella tradizionale. A livello di primo conseguimento, la percentuale di clienti che chiede espressamente di imparare su un’auto di quel tipo è in costante aumento.

Inoltre siamo una piccola autoscuola di nicchia; il nostro pubblico è composto per la maggior parte da persone disabili o adulte o straniere. Sono clienti per i quali il conseguimento della patente rappresenta uno strumento di integrazione e reale miglioramento della qualità della vita: in Italia manca ancora un po’ la cultura del trasporto pubblico. Per molti, pertanto, l’auto rappresenta ancora uno strumento potente per esempio per ampliare il proprio orizzonte professionale o per seguire i figli nelle loro attività.

Per chi è disabile infine, l’auto è in grado di risolvere problemi di spostamento e socializzazione; in una parola: di qualità della vita. E, cosa da non sottovalutare, imparare a guidare un’auto automatica è più semplicepiù sicuro e meno costoso.

Verso la fine dell’estate 2020 ci siamo accorti che per le nostre necessità serviva un’altra auto automatica da affiancare a quella in nostro possesso. In questo quadro, è stato semplice pensare all’elettrico!

  • Ha potuto notare delle differenze d’approccio da parte degli studenti, anche in termini di guida, verso questa tipologia d’auto rispetto ad una termica tradizionale?

 In realtà l’auto non è ancora “entrata in servizio”.

Come già accennato, il nostro pubblico è composto anche da disabili (circa il 30% del totale). Per loro sono necessari degli adattamenti che rendano possibile la guida.

Attualmente il veicolo che utilizziamo, una Lancia Musa, dispone di 6 sistemi di accelerazione, 5 di frenatura e 3 di utilizzo di luci e frecce differenti: ovviamente può essere utilizzato da normodotati, ma copre anche circa il 95% delle possibili disabilità. Noi configuriamo di volta in volta l’auto in funzione delle necessità del cliente.

Per la Zoe, che affiancherà la Musa, prevediamo “solo” 4 sistemi di accelerazione, 3 di frenatura e 2 differenti comandi luci/frecce, per circa l’80% delle disabilità più comuni. Come si può facilmente comprendere, l’istallazione dei diversi adattamenti comporta operazioni tecniche piuttosto complesse che richiedono tempi lunghi. Per la fine del mese di gennaio l’auto dovrebbe essere disponibile. In realtà la nostra didattica prevede che tutti gli allievi inizino dall’auto automatica. Questo permette loro un approccio più soft con la guida e, soprattutto, il non dover utilizzare il sistema frizione/cambio libera risorse cognitive che possono essere utilizzate per apprendere meglio le dinamiche del movimento. È un metodo collaudato e che funziona.

Nelle prime fasi, spesso si passa da un’iniziale diffidenza, generalmente di ordine culturale, alla curiosità. Qualche volta all’entusiasmo: c’è chi cambia idea e ci chiede di passare all’automatico.

Molti allievi sono peraltro incuriositi dal fatto che presto potranno utilizzare un’auto elettrica: a qualcuno abbiamo dovuto persino promettere un giro di prova anche dopo il conseguimento della patente!

  • Parliamo invece del Suo approccio alla guida, com’è cambiato, se è cambiato a bordo di un’auto elettrica?

L’auto elettrica è tutta un’altra vita!

In termini di prestazioniresa e comfort di guida non c’è paragone con un’auto termica. Il veicolo sembra costruito apposta non solo per la sicurezza (i dispositivi ADAS e IVIS sono efficienti, immediati nell’utilizzo e poco invasivi), ma anche per invogliare il conducente ad una guida responsabile. L’auto sembra scorrere sul velluto in ogni situazione: dall’autostrada alle salite più ripide. Nessuno strattone, nessun sobbalzo, nessuno degli elementi di disturbo tipici del motore termico.

Tra le mie abilitazioni professionali vi è anche quella di Eco Coach rilasciata dalla società svizzera Quality Alliance Eco-Drive. Con l’auto elettrica le tecniche relative ad una guida “risparmiosa” oltre che di più facile applicazione sembrano (è ancora troppo presto per esserne certi) decisamente più abbordabili ed efficaci.

Come tutte le auto automatiche, vi è qualche limite sui terreni scivolosi, ma si può compensare tranquillamente con una dose supplementare di prudenza. In ogni caso, due/tre giorni di neve che possono magari disturbare sono niente in confronto a più di 360 giorni di guida senza stress!

  • Che consiglio darebbe a chi si approccia per la prima volta ad un’auto elettrica?

 Per carità: nessun “consiglio”; è del tutto inutile.

Credo che ogni cambiamento derivi solo da valutazioni e bilanci personali: se per rispondere ad una mia esigenza il contesto nel quale vivo mi propone una soluzione utile, continuo su quella strada. Se intravedo una via più conveniente, fatte le dovute considerazioni, cambio itinerario.

Il passo più importante è comunque liberarsi dagli stereotipi.

Mi capita spesso sui social, piuttosto che parlando con i colleghi di notare degli atteggiamenti molto legati ad una cultura che appartiene al XX secolo. L’auto è sempre più destinata, a mio avviso, a essere utilizzata per i microspostamenti: sono un figlio della grande immigrazione dal meridione d’Italia. Mi è difficile oggi pensare di comportarmi come la generazione di mio padre, che si svegliava alle 3 di notte, caricava l’auto (per mio padre rigorosamente Alfa Romeo) con tutta la famiglia e si sparava 800 chilometri di autostrada per tornare ai luoghi di origine.

L’accesso ai trasporti pubblici è oggi decisamente più agevole ed economico, così come semplice è la possibilità di organizzare gli spostamenti anche in luoghi distanti.

E se proprio uno non può fare ameno per 15 giorni di vacanza della batterie di pentole di mammà o del televisore 50 pollici, il macchinone lo può sempre noleggiare: è sicuramente più pratico ed economico che non tenere un catafalco enorme e sostanzialmente poco utile a far polvere per il resto dell’anno!

Il problema dell’autonomia delle elettriche, prima obiezione e più gettonata, è sostanzialmente un falso problema. Le colonnine di ricarica esistono (certo: non in quantità paragonabili ai distributori di benzina), sono efficienti ed a un prezzo sostanzialmente abbordabile. Per chi ha la possibilità è inoltre facile istallare una Wallbox nel garage di casa.

Si possono programmare facilmente anche itinerari di media/lunga percorrenza senza il rischio di rimanere appiedati.

E d’altra parte se noi abbiamo scelto di utilizzare un’elettrica per svolgere una professione nella quale proprio l’auto è il focus, riteniamo che i vantaggi sovrastino di gran lunga i problemi.

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